Lo scudetto 2012 se lo merita il Bolzano

Quattro partite sono state sufficienti ad assegnare il titolo e, contro ogni pronostico, a vincere è stato il Bolzano. E’ vero che i biancorossi del capoluogo ed il Val Pusteria avevano dominato il campionato, ma era ai ‘lupi’ di Brunico che andava la maggior parte dei pronostici. Per un’intera stagione, di stadio in stadio, l’interrogativo è stato: sarà possibile fermare lo schiacciasassi Val Pusteria? E le risposte, almeno fuori dal capoluogo dell’Alto Adige, erano tutte negative; nonostante ciò Bolzano ha vinto il suo diciannovesimo scudetto. Vediamo come.

* gara1 Val Pusteria - Bolzano 2-3 (0-1, 1-1, 1-1)
Partenza bruciante del Bolzano: Knackstedt, su suggerimento di Sharp, vola nell’angolo a contrastare un difensore, il disco giunge sulla blu a Egger che tira, Stromberg respinge, ma lo stesso Knackstedt è pronto a ribattere in rete. Sono passati 13 secondi, nessuno in casa pusterese si preoccupa, però ci vorranno più di 20 minuti per tornare in parità con Di Casmirro. Ora i padroni di casa sembrano in grado di giocare sul velluto e persino di sbagliare qualche facile occasione, così Giliati li punisce riportando avanti gli ospiti. Il nuovo svantaggio porta i gialloneri a pressare con insistenza e qui si esalta Matt Zaba che para tutto. A metà dell’ultimo tempo Knackstedt colpisce ancora, Watson riporta in partita i suoi due minuti più tardi, ma il primo match è biancorosso con un Val Pusteria incapace di ragionare sotto porta.

* gara2 Bolzano - Val Pusteria 2-1 (1-1, 1-0, 0-0)
Anche se fuori casa, ci si aspetta la reazione dei favoriti e nei primi minuti sono proprio i pusteresi a dominare fino al gol in superiorità numerica di Oberrauch che sfrutta un’azione di Scandella e Ling; ma il Bolzano non perde mai il filo del gioco e sei minuti più tardi pareggia con Sharp. Il match vive sulle folate in attacco del Val Pusteria ben controllate dalla difesa bolzanina, poi, sfruttando un power play, il Bolzano va in vantaggio con Borgatello e su questo vantaggio (e sulle solite parate di Zaba) costruisce l’importante doppio vantaggio nella serie.

* gara3 Val Pusteria - Bolzano 2-3 (0-1,1-1,1-0, 0-1) a.p.
Tutto esaurito alla Solar Arena di Brunico per un match che dovrebbe rimettere in corsa i pusteresi. La partenza è giallonera, il Bolzano cerca di tenere alta la sua difesa, gioca con ordine richiamando spesso gli attaccanti ad un duro lavoro di copertura. Quando già i giocatori pensano al primo intervallo, è un’invenzione di Giliati a liberare il solito Knackstedt e gli ospiti vanno in vantaggio a 30’’ dalla sirena. Ling distribuisce dischi preziosi ai suoi, ma Zaba nega il pareggio a Scandella, Cullen e Jensen, tutti poco ispirati. Ne approfitta Sharp per trovare il doppio vantaggio in collaborazione con Knackstedt e Giliati (che bella linea questa del Bolzano!), poi i padroni di casa trovano finalmente uno spiraglio verso Zaba con Magnan che accorcia dalla distanza. Il sospirato 2-2 viene da Oberrauch in superiorità e rimane tale fino al 60’. Nel supplementare decide una penalità toccata a Magnan: i padroni di casa accusano l’arbitro Gasser di eccessiva fiscalità nell’espulsione, Giliati ne approfitta ed il Bolzano si porta sul match point.

* gara4 Bolzano - Val Pusteria 3-1 (2-0, 0-0, 1-1)
Ultima spiaggia per il Val Pusteria. Tutti si aspettano un assalto all’arma bianca, invece i gialloneri appaiono disorientati e la gara viene decisa nei primi dieci minuti dalla terza linea bolzanina a segno con Insam al 3’ e Walcher al 8’. Ci sarebbe il tempo per riprendersi, ma i valpusteresi non sono in giornata e Zaba appare sempre più un muro invalicabile. La fiammata d’orgoglio arriva a sette minuti dal termine quando Kivela toglie a sorpresa il portiere e Oberrauch, ben servito da Ling, accorcia le distanze; Stromberg torna in pista, Insam (il coach) chiede ai suoi di non sciupare dischi e Sharp lo accontenta infilando, nel giro di un minuto, il 3-1 tra palo e portiere. Finiscono così la partita, la serie, il campionato: il Bolzano torna campione d’Italia dopo la doppietta 2008/2009.

Brunico fallisce il suo secondo tentativo, questa volta senza l’ingenuità di chi non è abituato a frequentare i quartieri alti, forse con quel po’ d’immaturità che lascia galoppare la fantasia attorno a traguardi effimeri e si ritrova con le mosche in mano negli annali dei vincitori. Gran campionato quello dei pusteresi, gran spettacolo di pubblico e di gioco, dal mazzo scelgo tre nomi: Ling, Oberrauch e Willeit (Scandella lo aspetto in azzurro a Stoccolma). L’augurio è di trovare la forza per riprovarci.

Bolzano cinico, lo si sapeva; Bolzano con un roster ridotto, lo si sapeva; Bolzano con un ottimo portiere, lo si sapeva; Bolzano con un coach, Adolf Insam, difensivista e anche fortunato, lo si sapeva. Ciò che i commentatori ed i giocatori di Brunico non si aspettavano è che il Bolzano fosse una squadra così compatta. Merito dell’assistant coach Brian McCutcheon giunto dai Buffalo Sabres proprio per i play offs? Forse, anche perché nell’ultima fase i biancorossi hanno vinto sempre 4-0 le serie di quarti, semifinale e finale; ma Adolf Insam avrà pure inciso se, tra infortuni e problemi di ambientamento, aveva portato i suoi così in alto. Zaba e Knackstedt sono sulla bocca di tutti, la prima linea (Giliati, Sharp, Knackstedt) ha incantato, però c’è anche molta Italia con Borgatello, Egger, Ambrosi, Bernard, Marco Insam, Zisser, Walcher, Dorigatti... A laurearsi campioni sono stati anche Rogers, Myers, McCutcheon (figlio), Edwardson, il back-up Hell ed i giovani Fabris e Demetz: complimenti.