Italia : parapapunzipunzipun

Parapapunzipunzipun, così canticchia Paolo Conte, chansonnier di successo internazionale, in alcuni suoi ritornelli, e parapapunzipunzipun è quasi tutto ciò che si può dire dell’hockey italiano al via della stagione 2013/14. Da anni in balia di una sorte bizzarra e cattiva per l’insipienza della federazione e la litigiosità dei club, l’italhockey riesce sempre a farsi del male: questa volta ha perso per strada dieci società tra serie A e A2.

Una birra fa gola di più... e il Bolzano passa in EBEL (campionato con otto formazioni dell’Austria più una ciascuna da Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia e appunto Italia). Come se non bastasse, dalla A2 se ne sono andate: Appiano, Caldaro, Egna, Gherdeina e Merano: disputeranno la stagione nella INL con quattro austriache e sei slovene.

Per i campionati nazionali può sembrare assurdo che si accettino simili scompigli, e lo sarebbe se qui da noi, negli anni, si fosse programmato qualcosa di serio; il vero paradosso sta invece nelle regole sempre diverse, nelle scelte di comodo, negli accordi triennali sconfessati, insomma: nell’assenza di riferimenti. La decisione del Bolzano e delle sei emigranti alla ricerca di affidabilità e migliore organizzazione appare allora logica, ma che ci stanno a fare federazione e LIHG se non hanno argomenti per opporsi al peggiore terremoto del già disastrato italhockey?

Come se non bastasse, altre quattro società (Alleghe, E.V.Bozen, Pergine e Pontebba) hanno rinunciato ad A1/A2 (il Val di Fassa c’è andato vicino) e ripartiranno dalle serie inferiori o, Pontebba, dalla vicina Slovenia. Tanto di noi si può fare senza, sembrano lamentare le autoretrocesse, ma non è così o, almeno, non lo è se si pensa alla disciplina in prospettiva futura.

L’impegno che comporta l’occuparsi di hockey giovanile in termini di lavoro e di denaro meriterebbe maggiore considerazione da parte di FISG e LIHG; soprattutto da parte della federazione, che ha ragione di esistere soltanto per facilitare quell’impegno (penso a quanto hanno fatto l’Alleghe e le altoatesine, oggi nella INL, per i giovani). Ma l’Italia è diventata il Paese delle vetrine, dell’apparire senza avere le capacità per essere, è diventata un Paese sguaiato, e le convulsioni dell’hockey esemplificano una preoccupante attitudine a farsi i propri affari, maglio se a danno della collettività.

Poi c’è l’hockey giocato: “Non perderti per niente al mondo lo spettacolo d’arte varia...”, e allora bisogna dire qualcosa delle otto squadre che disputeranno la serie A (pardon, l’Elite) 2013/14. Asiago, Cortina, Milano, Renon, Val di Fassa, Valpellice, Valpusteria e Vipiteno sono le candidate allo scudetto; l’Elite A è un progetto economico e di marketing della durata di cinque anni che, secondo il presidente della LIHG, Tommaso Teofoli, dovrebbe rilanciare l’hockey di casa nostra. Non ci saranno più retrocessioni, ma per parteciparvi occorrerà rispettare alcune regole, sia sul piano sportivo che su quello economico.

Il campionato inizia sabato 21 settembre e termina la prima fase (tre gironi A/R per un totale di 42 giornate) martedì 4 marzo 2014; seguiranno i play offs con una formula innovativa che porterà la migliore squadra dei quarti a scegliersi l’avversaria in semifinale (diritto di ‘draft’, una ‘americanata’ come altre che suggestionano i dirigenti). Supercoppa tra Asiago, squadra vincitrice dello scudetto, e Valpellice, vincitrice della Coppa Italia, il 17 ottobre; Coppa di Lega a chi vincerà la seconda fase dei quarti, Coppa Italia ancora da definire.

Due le favorite, Asiago e Renon: la prima ha sostanzialmente confermato il roster dello scudetto, ha perso Miglioranzi (in EBEL col Bolzano) e cambiato portiere, però ha confermato un attacco assai prolifico; la seconda sembra che si sia mossa bene sul mercato ed ha ingaggiato a guardia della porta un top ‘golie’, Chris Mason, 223 partite in NHL. Tre ad inseguire: Valpusteria, Valpellice e Cortina nell’ordine, tutte con buone possibilità di intromettersi nella caccia allo scudetto 2014. Il Valpusteria ha parso qualche pezzo pregiato, ma se i nuovi sono all’altezza farà ancora paura. Il Valpellice ha rinunciato all’intera spettacolare prima linea della scorsa stagione (Sirianni, Di Casmirro, Dupont), per contro ha rinforzato la difesa con l’ex Alleghe, Francesco De Biasio, e l’ex Bolzano, Andrea Ambrosi. Il Cortina non ha fatto grandi cambiamenti e punta, oltreché sui giovani, sui pilastri dell’anno passato Paul Albers e Stanislav Gron. Un passo più indietro dovrebbero essere Vipiteno, Milano e Val di Fassa, la prima alla ricerca di uno stabile inserimento nell’Elite, le altre due alle prese con un anno di transizione senza grandi pretese di primeggiare.

Questo è quanto s’è saputo da società, FISG e LIHG tra un comunicato e l’altro; a maggio li ritroveremo tutti là e, mentre un`altra estate passerà, loro discuteranno dell’hockey che verrà. Parapapunzipunzipà.

(in corsivo i prestiti da Paolo Conte)