L'Italia riparte con un nuovo presidente

Andrea Gios chiamato a raccogliere i pezzi di un hockey in difficoltà

“L'hockey ghiaccio è passione, entusiasmo e coraggio. Genera forti emozioni in chi lo guarda ed in chi lo pratica. Vogliamo riportare il movimento italiano a scalare posizioni importanti nel ranking mondiale della I.I.H.F.” Ha esordito con queste parole Andrea Gios, ex giocatore dell'Asiago, ex sindaco del capoluogo dell'altipiano ed ora presidente della FISG, alla conferenza stampa di presentazione del prossimo campionato italiano di serie A, e dalla sua elezione (31 maggio) molto è già cambiato. In meglio.

Giancarlo Bolognini, presidente per 17 anni, aveva sì allineato un buon numero di medaglie sul tavolo del CONI (il comitato olimpico dal quale dipendono tutte le federazioni sportive italiane) grazie al pattinaggio di figura e di velocità, ma s'era sovente dimenticato dell'hockey che, lontano dai vertici mondiali, non serviva a dare visibilità e prestigio. L'ex presidente ha purtroppo trattato l'hockey come un figlio disgraziato: senza dargli attenzione, senza una carezza d'incoraggiamento, delegando Karl Linter a fargli da tutore, ma negando allo stesso Linter l'appoggio necessario a sopravvivere nei quotidiani scontri con la LIHG (la lega dei club), dove ognuno ha sempre soltanto difeso interessi di parte.

L'inadeguatezza delle politiche di sviluppo e l'indisciplina di tutti hanno contribuito a portare l'hockey italiano sull'orlo del baratro: Gios (e con lui si spera anche Zublasing - vicepresidente - e Teofoli - presidente LIHG), ha invertito la rotta riportando la serie A a 12 squadre, ha limitato il numero di stranieri, ha ridato fiducia a chi si occupa di settori giovanili, ha impostato un programma su più anni. Gios è dunque anche un acronimo: Giocare Insieme Oppure Sparire.

Recuperate a forza le squadre emigrate la scorsa stagione nella INL austriaca, ecco le pretendenti allo scudetto 2014/15: Appiano, Asiago, Caldaro, Cortina, Egna, Fassa, Gherdeina, Milano, Renon, Valpellice, Val Pusteria, Vipiteno. Mancano ancora club dal passato importante come Alleghe, Merano, Varese e altri che in A sono stati in tempi meno recenti (v. Aosta, Auronzo, Como, Torino, Val Venosta), ma lo spirito è quello giusto per favorire nascite e rinascite. Ci sarà chi lamenterà un abbassamento di livello, ma l'hockey è spettacolare sempre; di livelli riparleremo quando ogni squadra avrà dieci giocatori da nazionale ed un bilancio che le permetta di guardare oltre la stagione in corso.

Bolzano continua la sua esperienza in EBEL con il nome Sudtirol ed il titolo vinto all'esordio, ma ha rischiato di non esserci. Qualche contrasto nel direttivo c'è stato e la conferma s'è fatta aspettare tanto che s'era cominciato a sentir dire: «inaffidabile come l'hockey italiano», per fortuna poi il Sudtirol è rimasto in EBEL pur sfiorando la pessima figura della 'toccata e fuga'. La squadra, passata a Mario Simioni (il coach statunitense del trionfo, Tom Pokel, è andato al Vienna Capitals), ha perso buona parte dei migliori giocatori di provenienza estera: sarà una stagione difficile.

Il campionato italiano inizia sabato 20 settembre ed è diviso in quattro fasi: 1) andata e ritorno tra le 12 partecipanti; 2) Master Round tra le prime sei e Playoff Round per le altre con i punti acquisiti nella fase uno; 3) qualificazione ai playoffs (le prime 5 del Master già qualificate, la sesta e le prime cinque del Playoff Round si incrociano al meglio di tre partite per stabilire gli ultimi tre posti utili, la dodicesima è eliminata e termina la stagione il 12 febbraio); 4) Playoffs tra le otto qualificate al meglio delle sette partite con incroci 1/8 4/5 3/6 2/7 nei quarti, poi semifinali e finale.

Favorito d'obbligo il Renon detentore del titolo (la squadra ha preso il nome di Rittner Buam) che ha sostanzialmente mantenuto la squadra dello scorso anno sostituendo il trentottenne portiere Chris Mason, passato in DEL all'Augsburger Panther, con Chris Holt di 29 anni inattivo la scorsa stagione e in KHL in precedenza (tre i nuovi: Ambrosi dal Valpellice, Felicetti dal Cortina e Simon Kostner dal Fassa). Alla guida del Renon il coach canadese Marty Raymond, con precedenti in EBEL, ha preso il posto di Rob Wilson anche lui emigrato in DEL al Straubing Tigers. All'opposizione il Val Pusteria che ha cambiato stranieri (Kuhn tra i pali al posto di Aubin emigrato ad Angers, Makela, Devos, Berzins) e prova a recuperare Rizzo, reduce da un'infelice stagione a Torre Pellice, ma la forza della squadra di Brunico sono i tanti giovani. Sulla panca, confermato Mario Richer.

Tutti le altre squadre inseguono con velleità e prospettive o speranze diverse. L'Asiago ha confermato la sua consistente prima linea (Ulmer, Bentivoglio, Di Virgilio), può sempre contare su Borrelli, ormai italiano, ma ha qualche problema societario, il suo sito riporta ancora il vecchio roster e bisognerà attendere per altre novità (Strazzabosco ha annunciato il ritiro). Il Cortina ha perso il coach Beddoes (sostituito da Oly Hicks), i fratelli Zanatta in difesa, sostituiti da Gellert e Fabris, e l'attaccante Felicetti, sostituito da Wunderer; punterà ancora alla semifinale. Il Valpellice, finita l'era Flanagan, sostituito con Jeff Pyle, s'è affidato ad Armani (direttore sportivo) per trovare giocatori italiani di tesseramento come il buon portiere slovacco Dusan Sidor ed il difensore serbo Stefan Ilic, ma ha perso Sacha Petrov, sposato in valle e italiano per matrimonio, finito a Milano; al di là delle pieghe del regolamento (dove si trovano anche Johnson, Nicoletti, ora infortunato, Di Casmirro, Signoretti) e degli stranieri, l'arma in più dei piemontesi potrebbe essere Luca Frigo, rientrato dopo due anni negli USA dove si è distinto in attacco nelle file dell'Omaha Lancers tra i giovani dell'USHL.

Al giro di pretendenti ai playoffs bisogna comunque aggiungere tutte le altre: Milano, affidato a Pat Curcio e con una formazione equilibrata capace di sorprendere e riportare lo spettacolo nel capoluogo lombardo; Vipiteno, con il portiere kazako Puurula, squadra sempre capace di proporre giovani dalle prospettive interessanti; Fassa, ancora affidato all'ottimo Erwin Kostner, ma alle prese con problemi economici ed un incompleto cambio di generazione.

Vi sono poi le novità provenienti dalla A2: Egna, ora nelle mani di Flanagan, vittoriosa nella INL della scorsa stagione, finalista in A2 e con l'azzurro Tragust tra i pali; Appiano, squadra coriacea, vincitrice della A2 ed ora affidata a Patrice Lefebvre; Gherdeina che riporta in A il mito di una squadra più volte vincitrice del titolo e, come il Vipiteno, una vera fucina di giocatori con un portiere esperto come Mark Demetz; Caldaro che è forse un gradino più in basso ed ha accettato l'impegno della massima serie con molte perplessità, ma anche con un ammirevole spirito di gruppo.

Giovedì 18 settembre c'è stata la prima partita ufficiale della stagione con la disputa a Collalbo sulla pista del Renon della Supercoppa 2015, sfida che mette ogni anno a confronto il vincitore del campionato con il vincitore della Coppa Italia. Quest'anno entrambe le manifestazioni avevano visto la vittoria del Renon sul Val Pusteria, dunque la Supercoppa s'è giocata tra la squadra con lo scudetto e l'altra finalista del campionato. Il successo è andato alla squadra di Brunico in una partita non velocissima, ma sempre interessante e combattuta giocata meglio dalle quattro linee pusteresi ben protette tra i pali dall'ottimo Gerald Kuhn.

Renon – Val Pusteria 3:4 (0:1, 3:2, 0:1)
reti: (02.47 i.n.) 0:1 Armin Hofer, (25.42 s.n.) 0:2 Max Oberrauch, (25.45) 1:2 Patrick Rissmiller (26.31 s.n.) 2:2 Eric Johansson, (29.38) 2:3 Giulio Scandella, (36.15) 3:3 Thomas Spinell, (59.45) 3:4 Philip Devos.

Vittorie in Supercoppa: Bolzano 4; Milano 3; Asiago, Renon e Val Pusteria 2