Asiago ancora campione d'Italia

I veneti, con Milano, sono la squadra più vittoriosa degli anni 2000: cinque titoli.

Onore alle due contendenti, certamente il meglio dell’hockey nazionale 2014/15, onore per avere saputo interpretare al meglio la serie di finale sia dal punto di vista spettacolare che da quello sportivo (agonismo + tecnica + etica). Un duello quasi alla pari. ma nella contesa s’è evidenziata man mano la supremazia della squadra guidata da John Parco che, contro i Rittner Buam, ha perso i tre incontri a suo sfavore con il minimo scarto (uno all’over time, uno ai rigori e l’altro per 2-1).

Quinto scudetto dunque sulle maglie giallorosse asiaghesi: il primo conquistato nel 2001, a precedere il quinquennio del Milano Vipers, gli altri più recenti (’10, ’11 e ’13).

Nella settima partita di questa finale, quella decisiva, Asiago e Renon hanno dovuto entrambe rinunciare per infortunio ad un difensore (Miglioranzi tra i veneti e Rampazzo tra gli altoatesini); da quanto visto in precedenza, era evidente che l’Asiago sarebbe partito subito all’assalto e così è stato. Agli ordini di Camper e Pianezze i padroni di casa occupano con continuità il terzo difensivo del Renon, ma nemmeno una penalità a Simon Kostner permette all’Asiago di passare in vantaggio; ci pensa poco dopo Marchetti con un tiro dalla blu forse deviato da Ulmer (1-0) e gli assalti asiaghesi si succedono a sporadici contropiede dei Rittner Buam che hanno però una prima linea un po’ sotto tono.

Il 2-0 arriva da De Vergilio capace di ingannare Weinhandl con una deviazione su tiro di Casetti e la partita sembra incanalata in favore di Borrelli e compagni. Al quarto d’ora Bentivoglio è colto in fallo per bastone alto, il Renon prova a rientrare in partita e un aiuto gli viene da De Vergilio che porta l’Asiago in doppia inferiorità con una ginocchiata evitabile: ne approfitta subito Gruber per accorciare le distanze (2-1) e, prima che le squadre tornino alla parità di uomini in pista, Johansson agguanta la parità nel punteggio (2-2). Nei restanti minuti ognuno riflette sui propri errori.

Alla ripresa del gioco si notano subito le raccomandazioni di Raymond e Parco ai rispettivi giocatori: l’Asiago attacca, ma con meno irruenza, il Renon si difende, ma con qualche sortita in più; il risultato è che nulla cambia nel punteggio anche se lo spettacolo non ne risente.

Chi si aspetta una cautela ancora maggiore nel terzo periodo è presto smentito poiché il timore di finire in un estenuante over time raddoppia le restanti energie; a trovare il gol decisivo ci provano un po’ tutti costringendo Marozzi e Weinhandl ad ottimi interventi, poi al minuto 48’24 è il capitano Dave Borrelli a dare all’Asiago il vantaggio decisivo ancora con una deviazione davanti al portiere avversario. Il resto è cronaca nemmeno troppo interessante. Da segnalare ancora l’altruismo di Bentivoglio che, a porta vuota per il tentativo estremo di recupero dei Rittner Buam, allarga per portarsi dietro l’avversario ed offre a De Vergilio un comodo disco per il 4-2.

STRAZZABOSCO Michele 100508 052Ottimo l’Asiago delle sette partite di finale, altrettanto ottimo il Renon che lascia il titolo conquistato lo scorso anno e si accontenta del trionfo ottenuto in Coppa Italia. Senza quegli stravolgimenti non inusuali per l’italico hockey ghiaccio la prossima Super Coppa di settembre vedrà dunque di fronte Asiago e Renon e sarà un bell’inizio. Intanto finisce la carriera Michele Strazzabosco, un simbolo per l’Asiago e per il nostro hockey: auguri a lui ed ai giovani che proveranno ad imitarne la carriera.

Un commento per le altre di serie A e per il presidente della federazione Andrea Gios. Per la A si potrebbe cominciare con il criticare la formula: mai visto nulla di più astruso e incomprensibile. Se la LIHG (cioè i presidenti di società) facesse un esame di coscienza e si chiedesse di tanto in tanto perché l’hockey italiano stia perdendo soldi e spettatori, lì avrebbe una prima risposta.

Da questa formula patchwork si è arrivati (dopo stagione regolare, Master Round, Relegation, atout quadri e tris di spaghetti) ai play offs; a questi non hanno avuto accesso Caldaro, Fassa, Egna e Cortina, ma gli stati d’animo nelle quattro località sono stati sicuramente diversi: delusione ad Egna e Cortina e una certa soddisfazione a Canazei e Caldaro; le prime due, partite con ben altre intenzioni (Egna vincitrice della INL l’anno scorso e Cortina semifinalista), non hanno mai trovato il passo giusto; le altre due invece, squadre partite senza pretese, via facendo si sono tolte qualche bella soddisfazione.

Delle altre, finaliste escluse, si può dire che Milano, Gherdeina, Appiano e Vipiteno sono soddisfatte della loro stagione in momenti e per ragioni differenti: Milano per avere raggiunto la finale di Coppa Italia ed essere uscita di scena soltanto in semifinale, quando ormai la panca corta aveva strizzato lo strizzatile dai suoi elementi più rappresentativi; Gherdeina per l’ottima stagione regolare poi mandata a monte dalla rottura degli equilibri di gruppo dopo la partenza di Nigro per Asiago in gennaio; Appiano per essere stata ad un passo dall’eliminare i futuri campioni disputando nei quarti una serie da sogno; Vipiteno per avere divertito il suo pubblico schierando giovani promettenti. Restano Val Pusteria e Valpellice, due incompiute. A Brunico l’ansia per un titolo che non vuole arrivare impedisce di agire con raziocinio; a Torre Pellice l’ennesimo progetto a lunga scadenza s’è infranto a Natale, dopo un effimero primo posto in classifica, per problemi di spogliatoio ai quali è stato immolato l’allenatore. Curioso che le due società si consolino con i titoli nazionali giovanili under16. il Val Pusteria, e under14, il Valpellice.

Al presidente Gios vorrei ricordare l’acronimo con il quale avevo salutato la sua elezione (Giocare Insieme Oppure Sparire) per suggerire un impegno estivo: riportare in Italia il Bolzano.

 

Quarti di finale
Asiago - Appiano 4-3 (3-4, 3-2, 5-2, 1-5, 6-2, 2-5, 4-2)
Val Pusteria - Vipiteno 4-1 (7-3, 1-3, 3-1, 1-0, 4-1)
Renon - Gherdeina 4-0 (5-3, 2-1, 3-0, 6-3)
Milano - Valpellice 4-1 (2-1, 3-0, 5-2, 3-5, 3-2)

Semifinali
Asiago - Milano 4-0 (5-2, 4-1, 3-2, 5-2)
Val Pusteria - Renon 2-4 (2-3, 4-3, 4-1, 2-3. 2-3, 1-2)

Finale
Asiago - Renon 4-3 (2-3 a.p., 4-3, 5-4, 2-3 t.a.b., 5-1, 1-2, 4-2) - Asiago Campione d'Italia


gara 7
Asiago - Renon/Ritten 4:2 (2:2, 0:0, 2:0)

Rittner Buam: Weinhandl (Fink); Ramsey, Tauferer, (Rampazzo), Ambrosi, Borgatello, Gruber; Felicetti, Johansson, Alber, J. Kostner, Eisath, Tudin, M. Spinell, S. Kostner, Rissmiller, Daccordo, Ansoldi, Quinz, Scelfo, T. Spinell.
Coach: Marty Raymond

Asiago Hockey: Marozzi (Tura); Sullivan, A. Strazzabosco, Casetti, Marchetti, Hotham, M. Strazzabosco, (Miglioranzi); N. Tessari, Borrelli, Presti, Nigro, M. Tessari, Stevan, Bentivoglio, Ulmer, De Vergilio, Benetti, Iori, Pace, J. Magnabosco.
Coach: John Parco

Reti: 1:0 Marchetti (De Vergilio, Bentivoglio 4.14), 2:0 De Vergilio (Hotham, Casetti 12.47), 2:1 Gruber (Rismiller, Ansoldi 16.34), 2:2 Johansson (Gruber, Ansoldi 17.07), 3:2 Borrelli (Iori, Hotham 48.24), 4:2 DeVergilio (Bentivoglio, Ulmer 58.53)