Al Renon (Rittner Buam) il campionato italiano 2015/16

- Ma l’Italia dell’hockey esiste ancora? Dubbi, perplessità e una sola certezza. -

Da quattro anni Asiago e Renon festeggiano a turno la conquista del tricolore. Emigrato Bolzano (in EBEL, la Erste Bank Eishockey Liga), autoretrocesso Milano in B, gli ultimi campioni albergano, a turno, su di un altopiano: Soprabolzano o dei 7 comuni; quest’anno, meritatamente, Oberbozen.

Rittner BuamCampionato dominato dai Rittner Buam (Renon), sia nella stagione regolare, sia nei play offs; in mezzo a tanta supremazia due passi falsi: la Supercoppa, lasciata all’Asiago ad inizio stagione, e la Coppa Italia, in dicembre, quando il Renon perse la semifinale con il Valpellice vincitore poi del trtofeo sul Val Pusteria. Un roster ben assortito, giovani (Spinell, Frei, Kostner) e meno giovani (Ansoldi, Tudin, Scelfo) bene amalgamati da coach Lehtonen, un arrivo importante in difesa (Borgatello), due cannonieri ispirati (Cook, Van Guilder) e un ottimo portier (Engelage) sono stati gli ingredienti decisivi.

Ad opporsi ci ha provato il solo Val Pusteria, sempre tra i favoriti e sempre deluso alla distanza. Inconsistente l’Asiago, senza portiere dopo la bella figura in Continental, portato addirittura a gara sette dall’estemporaneo Valpellice che, dopo la Coppa vinta, ha letteralmente perso i pezzi (Madolora in UK, Beca in Slovacchia, Nicoletti a Bolzano, Johnson a Brunico). Bella la stagione del Vipiteno, almeno fino a febbraio, alti e bassi di Fassa e Gherdeina, deludente il Cortina. Che dire di più su questa disperante e disperata stagione?

In serie B ha vinto il Merano sul sorprendente Pergine. Nel femminile ennesimo titolo per le Eagles di Bolzano sulla novità Torino Bulls. Complimenti allo sledge per l’argento agli europei dove l’Italia è stata superata soltanto dalla Russia.

Ora però, alla luce delle ultime novità (4, 5 o 7 squadre di serie A iscritte in Austria), è il caso di porsi alcune domande:
- Chi comanda nell’hockey italiano?
- La federazione e soprattutto il CONI contano ancora qualcosa?
- Che succederà senza le 7 sorelle?
- Si possono stabilire dei limiti al diritto di autodeterminazione?

Non sono nemmeno passati due anni da quando la FISG (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) ha costretto al rientro cinque club che avevano disputato, autorizzati, la INL (seconda lega austriaca) ed erano tutte formazioni allora in serie B (o A2 che dir si voglia). Quei club pagarono anche una penale per avere rotto le scatole agli austriaci entrando e uscendo dalla loro INL ed ora la FISG ci riprova e con 4, 5 o 7 squadre di serie A! Curioso vero?

Ad essere sinceri non è proprio la FISG, ma la lega delle società (LIHG) che, dopo il rifiuto della EBEL, dove già milita il Bolzano, ad accettare l’iscrizione di Renon e Val Pusteria, gioca al ribasso e complotta per portare in Austria la serie A italiana affiliando in sostanza tutti alla B d’oltralpe. Tutti no, perché il Valpellice nella INL non lo vuole nessuno, o meglio, nessuno tranne, pare, il presidente dei piemontesi!
Andrea Gios, gran capo della FISG, dice di avere dovuto cercare accordi con l’Austria per accontentare i club. Mi chiedo se stia facendo la stessa cosa con Francia e Svizzera perché vedrei bene una INL occidentale con Nizza, Briançon, Lione, Chambery, Valpellice e magari Val Vanoise, Aosta, Torino…; e perché no una INL centrale e altre INL per società che avessero l’ardire di sorgere nonostante l’assoluta assenza di politiche di espansione e propaganda della disciplina.

Mi chiedo anche cosa abbia fatto la LIHG in questi anni oltre a cambiare le regole ad ogni refolo di vento, oltre ad avere spacciato come successo un accordo con la TV di Stato per trasmettere partite che obbligano ad azzerare il volume per non sentirne il commento, oltre ad avere agito per dare fiato ad ogni potentato di turno.

Leggo che Rottensteiner, presidente del Renon, propone una finale a quattro tra le meglio classificate della INL per assegnare lo scudetto del prossimo anno. Ridicolo. Nemmeno Bolzano, passando in EBEL, s’illuse di concorrere ancora al tricolore. Lo fanno invece questi presuntuosi personaggi ai vertici dell’attuale hockey pot-pourri, convinti come sono che tutti pendano dalle loro labbra.

Leggo che il presidente della LIHG, Cobelli, - …contunuerà a lavorare di concerto con gli austriaci per organizzare il migliore campionato…-, ma non capisco perché il CONI, da cui dipendono tutte le federazioni nazionali, debba usare i soldi dello sport italiano per sostenere una lega privata sulla quale non avrebbe alcun controllo.

Sono convinto che i club abbiano il diritto di agire come meglio credono quando ritengono di essere danneggiati dalle regole esistenti, ma sono altrettanto convinto che le regole ci vogliano, precise, durature, inflessibili, pena la sussistenza stessa del gioco. Nessun veto dunque alle 4, 5 o 7 sorelle dissidenti, semplicemente bisognerà spiegare all’hockey pot-pourri che con il campionato italiano non avranno più nulla da spartire. E su questa lapalissiana considerazione non esistono compromessi possibili, tanto meno per il CONI. Per il resto si vedrà.

Il campionato italiano 2015/16

PLAY OFFS 2015-16

Quarti di finale

Renon - Cortina 4 - 0
Gara 1: Renon – Cortina 1-0 OT (0-0/0-0/0-0/1-0)
Gara 2: Cortina – Renon 0-5 (0-2/0-3/0-0)
Gara 3: Sabato 5 marzo: Renon – Cortina 9-1 (3-0/4-0/2-1)
Gara 4: Cortina – Renon 2-5 (0-0/0-3/2-2)

Val Pusteria - Gherdeina 4 - 1
Gara 1: Val Pusteria – Gherdeina 5-3 (1-1/2-1/2-1)
Gara 2: Gherdeina – HC Val Pusteria 4-5 OT (0-0/0-1/1-0/0-1)
Gara 3: Val Pusteria - Gherdeina 1-2 OT (0-0/0-1/1-0/0-1)
Gara 4: Gherdeina – Val Pusteria 2-4 (1-2/0-0/0-2)
Gara 5: Val Pusteria – Gherdeina 6-1 (1-1/3-0/2-0)

Asiago - Valpellice 4 - 3
Gara 1: Asiago – Valpellice 4-7 (1-3/1-1/2-3)
Gara 2: Valpellice – Asiago 2-3 (1-1/0-0/1-2)
Gara 3: Asiago – Valpellice 6-2 (2-1/2-0/2-1)
Gara 4: Valpellice – Asiago 1-3 (0-0/1-2/0-1)
Gara 5: Asiago – Valpellice 1-5 (0-0/1-3/0-2)
Gara 6: Valpellice - Asiago 5-2 (2-1/1-1/2-0)
Gara 7: Asiago - Valpellice 6-2 (1-1/2-0/3-1)

Vipiteno - Fassa 4 - 1
Gara 1: Vipiteno – Fassa 3-1 (0-0/3-1/0-0)
Gara 2: Fassa – Vipiteno 4-3 (1-2/0-1/3-0)
Gara 3: Vipiteno – Fassa 6-2 (2-0/3-1/1-1)
Gara 4: Fassa – Vipiteno 1-6 (1-1/0-3/0-2)
Gara 5: Vipiteno – Fassa 2-1 OT (0-0/0-1/1-0/1-0)

Semifinali

Renon - Vipiteno 4 - 0
Gara 1: Renon – Vipiteno 3-1 (1-0/0-0/2-1)
Gara 2: Vipiteno – Renon 2-5 (1-2/0-1/1-2)
Gara 3: Renon – Vipiteno 7-1 (4-1/2-0/1-0)
Gara 4: Vipiteno – Renon 2-3 OT (1-0/0-0/1-2/0-1)

Val Pusteria - Asiago 4 - 0
Gara 1: Val Pusteria – Asiago 5-0 (1-0/2-0/2-0)
Gara 2: Asiago – Val Pusteria 3-4 OT (2-1/0-0/1-2/0-1)
Gara 3: Val Pusteria - Asiago 6-2 (1-0/1-0/4-2)
Gara 4: Asiago – Val Pusteria 1-4 (0-0/0-0/1-4)

Finale

Renon - Val Pusteria 4 - 2
Gara 1: Renon – Val Pusteria 2-3 TAB (2-0/0-0/0-2/0-0/0-1)
Gara 2: Val Pusteria – Renon 1-4 (1-1/0-1/0-2)
Gara 3: Renon – Val Pusteria 1-2 OT (1-0/0-1/0-0/0-1)
Gara 4: Val Pusteria – Renon 3-4 OT (2-0/0-2/1-1/0-1)
Gara 5: Renon – Val Pusteria 6-2 (2-1/1-0/3-1)
Gara 6: Val Pusteria – Renon 1-3 (0-0/1-1/0-2)

Questa la formazione dei campioni d’Italia
Rittner Buam Renon: GK - A. Engalage e R. Fink; D - B. Cole, C. Borgatello, I. Tauferer, D. Ceresa, M. Ploner, F. Ebner, C. Vigl; F - B. Cook, D. Tudin, A. Frei, M. Spinell, S. Kostner, M. Van Guilder, L. Ansoldi, J. Kostner, A. Eisath, E. Scelfo, M. Quinz, T. Spinell, M. Fauster. Coach: R.P. Lehtonen.